lunedì 12 novembre 2012

I miei libri

Torino è Casablanca

Torino è Casablanca, il nuovo libro di Emanuele Maspoli, edizioni Ananke Torino 2012: vivere a Porta Palazzo, passeggiare intorno al grande mercato, prendere un tè alla menta in uno dei numerosi caffè o gastronomie marocchine, comprare pasticcini arabi, menta fresca o pane nei banchetti impovvisati che circondano il mercato ufficiale,fornirsi di carne halal in una delle numerose macellerie marocchine....
Tutto questo è Marocco, nel centro di Torino!



Torino è Casablanca, di Emanuele Maspoli, Ananke Torino 2012




Ignacio Ellacurìa e i martiri di San Salvador 

Il roseto di Obdulio: "quest'uomo del popolo, come tanti toccato dalla repressione e dalla guerra, perse moglie e figlia nel massacro dell'UCA (Università Centro Americana di San Salvador). Fino alla sua morte, giunta pochi anni dopo, nel 1994, forse per interrompere il dolore, egli ebbe cura e coltivò con amore le rose rosse di Ellacu, Nacho, Segundo, Moreno, Amando, Lolo e le rose gialle delle sue amate Elba e Celina. Obdulio coltivò le rose per non dimenticare dove erano morti gli otto martiri dell'UCA, dove erano stati uccisi otto degli ottantamila martiri di El Salvador. Le sue rose si moltiplicano: in un paese di ottantamila martiri nascono ottocentomila rose e il giardino di Obdulio diventa un intero paese che si deve svegliare prima o poi dal sonno della ragione e dalla guerra più brutale. E' un piccolo paese e sembra somigliare al mondo intero e forse ne rappresenta un giardino "privilegiato", per la testimonianza. E' un piccolo paese che, con la sua terribile storia e i troppi martiri, è pronto a parlare al mondo intero. Se il mondo sa ascoltare..."



San Salvador, 16 novembre 1989: lo squadrone della morte irrompe nella Universidad Centroamericana retta dai gesuiti e trucida otto persone: sei padri gesuiti e due donne (madre e figlia) che lavoravano presso di loro.
Da questo eccidio prende le mosse il libro, articolato in due parti.
La prima ricostruisce il contesto in cui l’evento si è verificato, le motivazioni, il clima sociale, e presenta un breve profilo biografico dei martiri.
La seconda è dedicata più espressamente alla figura di Ellacuría, di cui si illustra il pensiero filosofico e quello teologico, con particolare relazione alla pratica della nonviolenza e all’impegno per la pace attraverso il riscatto dei più poveri ed emarginati.

Ignacio Ellacuría (Portugalete, Paesi Baschi, 1940 - San Salvador 1989), gesuita, missionario, teologo, è stato docente e rettore della Universidad Centroamericana (UCA) “José Simeón Cañas” di San Salvador. È stato sostenitore e promotore della teologia della liberazione, suscitando forte opposizione da parte dei religiosi conservatori e delle forze politiche in El Salvador.

La prefazione è di Jon Sobrino, unico gesuita dell’UCA scampato all’attentato e la postfazione è di Beatrice Alamanni de Carrillo, già procuratrice dei diritti umani in El Salvador.

Ellacurìa, teologo della liberazione

L'intervista ad Emanuele Maspoli nella trasmissione Meridiana, su Rai News 24, per ricordare i gesuiti uccisi nell'89 in El Salvador e tutte le vittime della violenza fascista...
http://mediacenter.paoline.it/Protagonisti-Testimoni-Intervista-a-Emanuele-Maspoli_141_20_147.aspx


Ladri di Lavoro

I milioni di migranti presenti oggi in Italia sono quotidianamente bistrattati e insultati da certa politica e da troppi pregiudizi. Sono davvero come dice qualcuno dei ladri di lavoro, oppure contribuiscono in maniera decisiva al miglioramento della nostra economia? E' una domanda retorica, ovviamente... Avendo conosciuto, frequentato, fatto amicizia con tanti/e stranieri/e in Italia, le mie idee in materia sono piuttosto chiare! In Ladri di lavoro, edito da Ananke di Torino nell'autunno del 2009, ho cercato di trasmettere in undici brevi racconti l'esperienza e l'arricchimento di queste relazioni importantissime per me (e credo per tutti). Paolo Attanasio e Stefania Bragato hanno invece offerto dati e informazioni sintetiche ma utilissime per aiutare a chiarirsi le idee, e per trovare argomentazioni utili per contrastare chi pensa in maniera frettolosa che gli stranieri sono un impaccio per la nostra economia e per la nostra cultura politica...

http://webcache.googleusercontent.com/search?q=cache:uWTPnTCBltAJ:www.babelmed.net/Paesi/Mediterraneo/Letteratura/âladri_di.php%3Fc%3D5506%26m%3D943%26l%3Dit+emanuele+maspoli+ladri+di+lavoro&cd

La loro terra è rossa

La loro terra è rossa... (i loro cuori sono verdi)
Il mio primo libro, del 2004, per i tipi di Ananke, Torino, è 'ovviamente' sul Marocco, e la migrazione... "La loro terra è rossa, esperienze di migranti marocchini" (avrebbe dovuto essere Voci di migranti e storie di frontiera, visto che dopo tante interviste in Italia e Spagna, ho continuato il viaggio a ritroso nella migrazione marocchina verso l'Italia e la Spagna frequentando le lunghe frontiere del paese più occidentale del mondo islamico, spingendomi fino nel Sahara Occidentale, e fino a Figuig, praticamente in Algeria...) è un denso testo che raccoglie nella prima e seconda parte le storie di migrazione di tanti/e marocchini/e arrivati/e a Treviso, Modena, Torino, Almeria, Murcia, Alicante... Per poi diventare un libro di viaggio vero e proprio nella terza parte dedicata al Marocco e alla sua interminabile frontiera, praticamente chiusa... La bellissima prefazione, un grande regalo, è di Goffredo Fofi.   

Nel sito di ananke edizioni: http://www.ananke-edizioni.com/ananke/?p=583

Tutti i miei libri sono disponibili al B&B Casablanca, per la lettura e l'acquisto a prezzo ridottissimo.


2 commenti:

  1. Il nuovo libro che non poteva mancare al Bed and Breakfast Casablanca di Torino (che presta il proprio marchio alla copertina!): un viaggio che parte da Porta Palazzo per entrare nella Torino araba e berbera, scoprendo come ormai il Marocco sia anche qui, sotto casa!

    RispondiElimina
  2. Ciao Emanuele, ho letto con piacere "la loro terra è rossa", per me una piacevole (anche se a volte triste) scoperta di un mondo che non ho mai esplorato... interessante il tuo punto di vista lungo tutto il viaggio mai noioso o di parte, grazie anche per l'ospitalità.

    RispondiElimina